BioInvestIT 2026: a Milano l’incontro tra startup e investitori della bioeconomia circolare

Si è svolta il 14 maggio 2026 presso la sede di Cariplo Factory a Milano, l’Arena Finale della terza edizione di BioInvestIT, il primo investment forum italiano interamente dedicato alla bioeconomia circolare.

L’iniziativa, promossa dal Cluster SPRING in collaborazione con l’European Circular Bioeconomy Fund (ECBF), supporto di Bio4Dreams, Terra Next, LCA – Lega Colucci Associati, BioInvest Europe, Intesa Sanpaolo Innovation Center e di una rete di partner accademici nazionali, ha riunito startup innovative, investitori internazionali, venture capital e protagonisti dell’industria bio-based con l’obiettivo di favorire la crescita di nuove soluzioni sostenibili e ad alto impatto.

Un percorso nazionale per valorizzare l’innovazione bio-based

BioInvestIT è nato con l’obiettivo di creare un ponte concreto tra startup della bioeconomia circolare, investitori e mondo industriale, sia a livello italiano che internazionale.

Il percorso è iniziato a gennaio con una call nazionale e un roadshow che, nel mese di marzo, ha coinvolto diverse città italiane — Torino, Bari, Roma e Napoli — raccogliendo candidature e progetti innovativi provenienti da tutto il Paese.

Investor Arena Meeting: protagoniste 11 startup innovative

L’evento conclusivo è stato l’Investor Arena Meeting, il momento centrale di BioInvestIT 2026, durante il quale otto startup selezionate hanno presentato le proprie soluzioni a investitori, fondi di venture capital europei e stakeholder del settore.

A queste si sono aggiunte altre tre startup provenienti dal percorso di accelerazione di Terra Next, portando a undici il numero complessivo delle realtà protagoniste dell’edizione 2026.

I-Foria si è aggiudicata anche il premio SPRING in collaborazione con LCA per supportare la startup nel suo percorso di crescita e di arrivo sul mercato.

Le 8 startup finaliste di BioInvestIT 2026:

  • Nasier

Nasier è una soluzione di bio-cleaning brevettata, progettata per rimuovere i biofilm dalle superfici edili utilizzando una tecnologia a base di enzimi. Sostituisce i tradizionali prodotti chimici e biocidi con un’alternativa biodegradabile, sicura e ad alte prestazioni. Oltre ai vantaggi ambientali e di sicurezza, Nasier consente un’applicazione più rapida, costi operativi ridotti e una maggiore sostenibilità dei processi di costruzione e restauro.

  • EVEBiofactory

Prima e unica azienda al mondo a produrre su scala industriale nanoalgosomi, vescicole extracellulari naturali derivate da microalghe. La loro missione è rivoluzionare la somministrazione di principi attivi in ambito cosmetico e farmaceutico, fornendo una piattaforma di nano-delivery sostenibile, economicamente vantaggiosa e altamente biocompatibile, derivata dalla bioeconomia circolare.

  • Farmech

Startup innovativa attiva nello sviluppo di soluzioni sostenibili per il settore agroalimentare. A seguito del deposito di due brevetti dedicati al recupero delle sanse di oliva e della valorizzazione dell’attività di ricerca e sviluppo svolta negli ultimi anni, l’azienda ha avviato una prima pipeline di prodotti nel settore dei functional food e delle bevande. Parallelamente, Farmech ha sviluppato una metodica analitica in grado di certificare l’origine naturale degli ingredienti, una tecnologia per la dealcolazione del vino e un biocida ottenuto dalle bucce di arancia.

  • NOIET

Startup biotech che sviluppa ingredienti alimentari clean-label attraverso la fermentazione microbica di sottoprodotti agro-alimentari, in particolare residui insolubili di avena e riso derivanti dalla produzione di bevande vegetali. L’azienda utilizza un processo di fermentazione mediante co-coltura microbica per trasformare matrici di scarto in ingredienti funzionali ad alto valore aggiunto, con proprietà antiossidanti, conservanti e nutrizionali. L’obiettivo è sostituire additivi di sintesi chimica e migliorare la sostenibilità e l’efficienza delle filiere alimentari.

  • 2Pack

2Pack è una pellicola coating biodegradabile e idrorepellente derivata dalla lavorazione di scarti ittici (chitina/chitosano da crostacei) combinati con l’estratto ceroso della cuticola di pomodoro. Applicata su substrati ccartacei, sostituisce i rivestimenti in polietilene mantenendo le proprietà barriera all’acqua e ai grassi richieste dal packaging alimentare e cosmetico. L’approccio a doppia materia prima garantisce resilienza della supply chain tutto l’anno, sfruttando sia l’industria della pesca adriatica sia la filiera del pomodoro da industria pugliese.

  • i-Foria

Azienda innovativa specializzata nel riciclo sostenibile dei prodotti assorbenti per la persona (PAP) e nello sviluppo di tecnologie per l’economia circolare. La sua tecnologia proprietaria, brevettata, offre un processo efficiente di triturazione, sterilizzazione e rimozione di residui farmaceutici, riducendo l’uso di energia e sostanze chimiche. i-Foria licenzia la sua tecnologia alle aziende per la costruzione di impianti di riciclo in cambio di royalties. Con un secondo brevetto, punta a valorizzare ulteriormente le materie prime seconde tramite un sistema Hub & Spoke per l’upcycling.

  • Immunoveg

Startup biotecnologica ad alta tecnologia, nata dall’eccellenza dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). L’azienda affronta un nodo critico della catena di approvvigionamento globale: la produzione insostenibile e imprevedibile di composti bioattivi di origine vegetale. Attraverso l’utilizzo della coltura di cellule vegetali (Plant Cell Culture, PCC) in particolare colture di callo e colture in sospensione cellulare—spostano la produzione dal campo al laboratorio.

  • Myconic

Startup innovativa che sviluppa una nuova classe di biopolimeri a base di micelio (MBP), progettati per sostituire le plastiche termoplastiche durevoli in specifiche applicazioni avanzate. La loro ambizione va oltre la creazione di un’alternativa alla plastica: puntano a contribuire alla costruzione di un futuro in cui il benessere della società non dipenda più da materie prime di origine fossile. Attraverso l’upcycling di selezionati scarti agroalimentari in nuovi materiali tramite il micelio — la parte radicale dei funghi — Myconic mette in connessione due sfide globali apparentemente distanti: l’eccessiva dipendenza da polimeri plastici di origine fossile e la mancanza di applicazioni ad alto valore per i sottoprodotti della filiera agroalimentare.