Una bioeconomia forte per una forte Europa – Assemblea annuale SPRING

La bioeconomia circolare deve diventare una leva strategica per la competitività e l’autonomia industriale europea. È il messaggio emerso dall’Assemblea 2026 del Cluster SPRING, “Una bioeconomia forte per una forte Europa”, che si è svolta il 23 giugno a Roma.

Aprendo i lavori, la presidente Catia Bastioli ha sottolineato la necessità di accelerare lo sviluppo di progetti integrati nei territori, capaci di connettere filiere, competenze e infrastrutture, attrarre investimenti e generare competitività, occupazione e benefici ambientali. Secondo Bastioli, la bioeconomia circolare rappresenta un modello industriale sistemico che richiede collaborazione tra imprese, istituzioni e ricerca, oltre a politiche coerenti e capacità di portare rapidamente le innovazioni sul mercato.

Nel corso dell’evento sono stati richiamati i dati del 12° Rapporto sulla Bioeconomia: nel 2025 il settore ha generato nell’Unione europea 3.174 miliardi di euro e oltre 17 milioni di occupati. In Italia l’output ha raggiunto 433,3 miliardi di euro, pari al 10% della produzione nazionale. In crescita anche l’innovazione, con 707 startup attive soprattutto nella ricerca, nei materiali bio-based e nella valorizzazione degli scarti.

Particolare attenzione è stata dedicata alla filiera del legno, considerata uno dei principali esempi di economia circolare, con l’Italia tra i Paesi più virtuosi per riciclo degli imballaggi in legno e recupero degli scarti.

Durante l’assemblea è stato inoltre assegnato lo SPRING Media Award dedicato a Raul Gardini al giornalista Emanuele Bompan, direttore di Materia Rinnovabile – Renewable Matter, per il contributo alla diffusione della cultura della sostenibilità e della bioeconomia circolare.

La giornata si è conclusa con una tavola rotonda tra rappresentanti delle istituzioni, dell’industria e del mondo associativo, che hanno ribadito la necessità di trasformare la bioeconomia in una vera strategia industriale europea, puntando su progetti territoriali in grado di dimostrare concretamente il valore di questo modello di sviluppo.

Tra gli interventi:

  • Fabio Fava, Gruppo di Coordinamento Nazionale per la Bioeconomia
  • Nicolò Giacomuzzi-Moore, Direttore esecutivo CBE JU
  • Luigi Scordamaglia, AD Filiera Italia
  • Lara Ponti, VP Confindustria
  • Giorgio Zampetti, DG Legambiente

A chiudere i lavori, un confronto con Annalisa Corrado, Europarlamentare, in collegamento da Bruxelles insieme alla Presidente Bastioli, con un messaggio chiaro: “Trasformare la bioeconomia in una vera e propria strategia industriale europea è essenziale per garantire benessere, autonomia strategica e resilienza ai nostri territori Partire da progetti territoriali “lighthouse” in grado di dimostrare, su scala reale, il valore di questo approccio.